par ernesto volonterio | publié le 5 febbraio 2004 |
E’ considerata una questione spinosa. La realtà ci parla di una situazione complessa. E l’apparenza non trova soluzioni. Romeni, donne e uomini, abitano da oltre due anni a Milano in un enorme palazzo situato in via Adda. Il palazzo di proprietà di una società immobiliare milanese, affiliata ad uno dei maggiori gruppi finanziari italiani occupa un isolato intero: circa una cinquantina di alloggi posti su 4 piani di uno stabile con corte centrale.
In seguito all’allontanamento dal campo nomadi, avvenuto circa un anno fa, la Comunita romena, composta da circa 200-300 persone, trova dimora all’indirizzo di via adda, 14. Sistemato il tetto ed effettuata la manutenzione necessaria i romeni stabiliscono un alloggio per la loro comunità.
Il tempo in cui questo avviene è quello dell’esecuzione della Legge Bossi-Fini, nonché del dibattito costituente dell’unione europea: è proprio nella relazione con il governo romeno che si scopre il paradigma dell’allargamento-approfondimento: si prospetta una maggiore partecipazione alle istanze e alle finalità della comunità per provvedere ad un allargamento ordinato dei confini.
I vincoli posti al governo rumeno provvedono solo a correggere la questione dei trasporti: trova spazio così solo la proposta per un incentivo del trasporto combinato, prevedendo un aumento dei trasporti fluviali e su rotaia. Le sollecitazioni ad affrontare la mobilità dei migranti si arenano ben presto.
Dal 2001 la Romania impartisce con l’unione europea uno rapporto di questo tipo: il consiglio dell’unione europea iscrive la Romania fra i paesi terzi i cui cittadini sono esenti dall’obbligo del visto, ma subordina la messa in applicazione di tale esenzione ad una futura decisione del Consiglio: si giunge cosi all’introduzione del principio di condizionalità, a cui sottoporre i rapporti con i paesi d’origine.
Nel 1997 quella rumena è l’ottava comunità in Italia in fatto di presenze con 38.138 mila persone, circa il 3,07% della popolazione totale immigrata in Italia e stimata in oltre 1.240.000 mila persone. Nel 1998 il numero dei migranti romeni, giunti in Italia con permesso di soggiorno è oltre la metà del numero complessivo dei romeni migrati: una proporzione molto alta rispetto alle proporzioni raggiunte da Marocco, Albania, Tunisia.
La comunità romena che si stanzia in via Adda è sottoposta a incessanti pressioni: diventando attraverso il focus dei media, o un problema di rapporti con la proprietà dello stabile, o un problema di rapporti con gli abitanti del quartiere e della zona circostante.
Rimangono oscuri i fermi e gli arresti a cui vengono sottoposti gli attuali abitanti di via Adda. Negli ultimi due mesi sono già cinque le segnalazioni di persone fermate e trasportate nel centro di detenzione.